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Esecuzione di un comando

E' possibile eseguire comandi da un programma C semplicemente come fossero digitati dalla linea di comando UNIX, grazie all'utilizzo della funzione system(). Questo puo' farci risparmiare molto tempo e molti problemi; infatti in questo modo e' possibile eseguire altri programmi di prova, script, e cosi' via, qualora i compiti attualmente svolti ne comportino il lancio.

Esecuzione di un comando

• Ogni comando richiede al SO l’esecuzione di una particolare azione
• I comandi principali del sistema si trovano nella directory /bin
• Possibilità di realizzare nuovi comandi (scripting)
• Per ogni comando, shell genera un processo figlio dedicato alla sua esecuzione
– Il processo padre attende la terminazione del comando (foreground) o prosegue in parallelo (background)

E’ possibile eseguire comandi da un programma C semplicemente come fossero digitati dalla linea di comando UNIX, grazie all’utilizzo della funzione system(). Questo puo’ farci risparmiare molto tempo e molti problemi; infatti in questo modo e’ possibile eseguire altri programmi di prova, script, e cosi’ via, qualora i compiti attualmente svolti ne comportino il lancio.

Il simbolo “$” che viene visualizzato davanti al cursore è il prompt, ossia l’indicazione che la shell è pronta ad accettare un nostro comando immesso da tastiera; quello riportato in queste pagine è solo un esempio: il prompt potrebbe variare da sistema a sistema o essere configurato diversamente dall’utente (vedremo più avanti come è possibile modificare il prompt). Tipicamente l’utente root ha un prompt diverso da quello degli altri utenti, proprio per evidenziare all’operatore che sta utilizzando comandi che saranno eseguiti con i privilegi di root e non con quelli del suo account personale: commettere un errore, anche solo per una semplice distrazione, potrebbe avere effetti disastrosi sull’integrità del sistema. Negli esempi di questa guida indicheremo con “#” il prompt di root.

Per cambiare la password si deve digitare il comando passwd: il sistema chiederà di inserire prima la vecchia password e poi, se questa è corretta, chiederà per due volte (per sicurezza) di inserire la nuova password che l’utente intende impostare per proteggere il proprio account. Gli username e le password cifrate, insieme ad altre informazioni di base sugli utenti accreditati sul sistema, sono memorizzate nel file /etc/passwd, che tutti gli utenti possono visualizzare. Su alcuni sistemi, per maggiore sicurezza, le password sono memorizzate invece nel file /etc/shadow (sempre in forma cifrata) e tale file è leggibile solo dall’utente root.

Quando abbiamo finito di lavorare, prima di andarcene, dobbiamo scollegarci, effettuare cioè la procedura di logout che serve proprio per comunicare al sistema che abbiamo terminato di lavorare e che quindi può chiudere la sessione rimettendosi in attesa del prossimo utente. Per scollegarci possiamo usare il comando exit, o il comando logout se stiamo lasciando la shell di login; in alcune shell anche la sequenza di tasti   Ctrl-d   (che corrisponde al carattere di “fine-file”) produce lo stesso effetto. Effettuato il logout il sistema presenterà nuovamente il messaggio di login in attesa che qualcun’altro si colleghi dallo stesso terminale.

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