Il secondo colloquio non si scorda mai…

La prima impressione non si scorda, ma spesso è la seconda quella decisiva.

Perciò, se il tuo primo colloquio è andato bene, se ti hanno confermato le buone impressioni che anche tu hai avuto, e stai solo aspettando la chiamata dalle risorse umane dell’azienda per fissare data e ora del nuovo colloquio, tutto quello che devi fare è non abbassare la guardia.

Credere di avere il posto in tasca solo per essere riuscito a strappare un secondo appuntamento all’HR, può costarti più caro di quello che pensi.

L’omogeneizzazione delle competenze, in fondo, ha dato vita a un processo per il quale, da qualche anno a questa parte, molte aziende, specie quelle in cui il dipartimento HR è composto da un team appena più numeroso della media, il secondo colloquio viene considerato semplicemente come un nuovo, ulteriore momento di valutazione del candidato. Ma nulla di più. A differenza di qualche tempo fa, quando era da considerarsi quasi una conferma dell’ingaggio imminente, oggi il secondo colloquio non è più un passo decisivo verso l’ottenimento del lavoro. Né, tantomeno, la prova che ce l’abbiamo fatta. Se pensi questo, allora stai sbagliando qualcosa.

Immaginalo come un lungo appuntamento diviso in due (e a volte più) momenti distinti: questo è il colloquio di lavoro oggi. Nient’altro che un bonus che il recruiter si concede – e ti concede – per approfondire aspetti del tuo profilo personale che dal primo colloquio non sono emersi. Per valutare insieme esperienze professionali che non hai citato nel vostro incontro precedente. Per mostrare soft skills di cui la scorsa volta non s’è vista traccia e che potrebbero rivelarsi essenziali agli occhi di chi ti sta valutando. O anche, molto semplicemente, un’occasione per soddisfare curiosità reciproche che sono rimaste inevase.

Approfitta quindi di questa seconda occasione che il tuo talento e le circostanze ti hanno offerto per non gettare tutto alle ortiche. Di seguito trovi qualche dritta per fare del tuo secondo colloquio di lavoro l’ultimo prima del contratto.

Per prima cosa, preparati a un volto nuovo.
Ci sono buone possibilità che ad attenderti, stavolta, sia qualcuno di diverso da chi hai incontrato la volta precedente. Molto spesso, infatti, il candidato che supera il primo colloquio affronta una seconda selezione di tipo più tecnico, ed è probabile che il recruiter non disponga degli strumenti necessari per valutare alla perfezione le tue competenze in funzione del dipartimento a cui potresti essere destinato.

In secondo luogo, pensa a cosa è emerso nel primo colloquio e a cosa è mancato. Avere un’idea precisa di tutte le fasi del primo incontro è determinante. Questo ti permette di sapere in anticipo su cosa verterà questa seconda fase della selezione e ti permetterà di aggiungere tasselli importanti all’idea di te che si stanno facendo in quella organizzazione.

Terzo, aspettati domande più specifiche sulle tue competenze.
Torna per un attimo al punto uno. Se, com’è probabile che accada, davanti a te si accomoderà un componente del team nel quale potresti essere inserito, aspettati domande molto tecniche, dettagliate, specifiche, sulle funzioni tipiche della posizione per la quale ti sei candidato. E aspettati anche che queste vengano poste in maniera meno chiara o diretta. Dopotutto chi ti sta valutando in questo momento è lì per pesare le tue skills, non per fare salotto.

Hai detto che sai fare team, no?, e allora dimostralo.
Questa seconda chiamata potrebbe essere servita soltanto per offrire al recruiter una visione più ampia di te, per permettergli di capire se sei tagliato per una specifica cultura aziendale. È il momento giusto per tirare fuori il manuale del perfetto dipendente. Preparati al meglio sui valori dell’azienda, sulle sfide che l’attendono, ma anche sul suo passato, sulle sue tradizioni, e prova ad incarnare la perfetta sintesi tra quello che l’organizzazione è stata e quello che ambisce a diventare. Perché, indovina un po’?, è anche grazie a te che vorrebbe farlo.

 

Infine, non dimenticare di dire Grazie.

Che le buone impressioni del primo colloquio siano state confermate o meno, non dimenticare che la selezione di un candidato è come gli esami: non finisce mai. Se in questo secondo colloquio dovessi infatti ricevere la notizia che non sei stato scelto, dimostra la tua gratitudine per la doppia opportunità che ti è stata concessa e ringrazia chi ti ha ritenuto un candidato potenzialmente all’altezza di quel posto. Non puoi sapere se in futuro l’azienda cercherà di nuovo un profilo con le tue caratteristiche o, ancora, se chi ti ha valutato sarà lui stesso in un’altra realtà aziendale in un futuro non troppo lontano.

E allora, perché non lasciare di te il migliore ricordo possibile?